Visualizzazione post con etichetta separazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta separazione. Mostra tutti i post

mercoledì 21 ottobre 2009

Il primo grado di separazione della separazione. Le domande uroboriche.

E' quello che ti(mi) costringe a farti(mi) una serie di domande alle quali non c'è risposta.
Anzi, a volte non c'è neanche domanda.
L'asino di Buridano ti(mi) fa un baffo: lui, indeciso tra due mucchi di paglia, non riuscendo a scegliere verso quale dirigersi, muore di fame.
Tu(io) scegliendo decisamente nessun mucchio, anzi, camminandoci in mezzo vivi di fame.
Oh, io ve l'avevo detto che era complicato.
Provo, allora, a descrivere un dialogo-tipo:
- Voglio la separazione.
- Vuoi la separazione? Ma se non c'è altro da volere.
- Ah, già. Allora sono costretta a separarmi.
- Ma questa costrizione non ti fa sentire più libera?
- Beh, sì, in effetti sì. Ma perché non sono felice?
- Felice? Perché dovresti esserlo? Che c'entra la felicità?
- Boh, non lo so. Credevo di doverlo fare per stare meglio.
- Beh, stai meglio. Hai tagliato un ramo secco, no? Avrai più linfa per le tue parti vive.
- Ma perché un ramo secco fa male se lo tagli?
- Non lo so, ma mi stai innervosendo con queste domande.
- E' che sono triste. E tu poi sei sempre così reattiva e nervosa ultimamente.
- Hai ripensamenti? Rimpianti?
- No. Neanche solo la erre di queste parole. Però vorrei le condoglianze.

Questo dialogo avviene tra me e me, ed è praticamente continuo: alla fine sono stremata, ma so che da qualche parte arriverò.
Dispensatemi dalle battute facili .

mercoledì 14 ottobre 2009

I sei gradi di separazione della separazione.


Questa è un'anticipazione sul contenuto dei miei prossimi post, ammesso che riesca a scriverli.
Qualcosa che starà a metà tra l'anatomopatologia, la semantica e la sociologia.
Intanto, già mi domando come fa una cosa a stare a metà tra tre. Anzi, adesso che ci penso, credo che l'argomento sia trasversale a parecchi altri, tutti infilzati con precisione chirurgica dallo stesso bisturi.
Che è quello della separazione, appunto.
Un'altra contraddizione apparente è come una separazione possa unire, cosa che a quanto pare ha la propietà della reciprocità, per cui anche l'unione spesso separa.
Bene, dopo queste tortuose e sconcertanti premesse, rimando l'organizzazione delle farneticazioni ai prossimi giorni.